Carnevale di Viareggio Carri Allegorici 

 

 

Web2.0, Cloud, SaaS, HaaS, DaaS, CCMP, Tkip, web, HSS, Wlan.802.11, ISDN,LLC, UART, acronimi incomprensibili, neologismi dal significato oscuro, “segni” di una complessità tecnologica sempre più immanente: “l’internet centrismo”, il “soluzionismo applicato alla tecnologia, la mistica del Web e la retorica della “nuvola informatica”. Per dirla con Evgeny Morozov, autore del libro To save everything, Click Here, il “mondo non deve funzionare come internet” e ancora, “il mito secondo cui esiste uno spazio virtuale e autonomo dove è possibile avere più privacy dalle istituzioni sociali e politiche è morto”. “In un mondo in cui i dati sono merce, non c’è legge che possa difendere la libertà di Internet. Serve una visione più nitida dell’apocalisse che ci attende”. Agenzie come la N.S.A statunitense non avrà più bisogno di ascoltare le nostre comunicazioni a forza di mandati e ordini di tribunali, potrà (e già accade, vedi il caso Snowden) acquistare dati sensibili da aziende private come Google i cui algoritmi “setacciano” le nostre mail per restituirci un “gratuito” servizio. Non c’è niente che possa difenderci dalla nostra volontaria adesione al consumismo informatico se e quando diventiamo i compilatori dei nostri big data, assumendoci peraltro la responsabilità penale di quello che dichiariamo (Facebook). Per gli altri, per chi non accetta di trasformarsi in un oggetto di consumo la strada è segnata dal sospetto, agli occhi della gran parte delle istituzioni sociali avrai qualcosa da nascondere. Come sempre accade nella storia umana “le tecnologie non sono le cause del mondo in cui viviamo, ma le conseguenze”. Allora? Allora click, click, click e ad ogni click, il Cyborg freddo metallico un po’ astratto un po’ giocattolo, dalle sembianze di un ragno con la testa a forma di mouse sempre più cresce. Si nutre della Rete e delle sue prede: individui senza individualità, bocconi prelibati per la famelica voracità di un potere senza confini.

Materiali
La base del carro è costituita da carta a calco ”cartapesta”.
La rete, o meglio la sua concettualizzazione, è formata da semisfere trasparenti illuminate e collegate da fasci di corde bianche.
Le zampe del cyborg sono di carta a calco (dentro stampi in gesso) “cartapesta” rinforzata internamente con plasticrete. Questo consente una stabilizzazione della carta che si rende necessaria per la successiva fase di colorazione.
La testa è scolpita manualmente nel polistirolo, rivestita con carta di giornale, stuccata con stucchi a polvere, rivestita nuovamente con carta di giornale, preparata per la colorazione con fondi stesi con areografo fino ad ottenere una superficie perfettamente levigata. Stessa esigenza estetica per la colorazione delle zampe.
Il corpo è realizzato creando un modello in tubi di acciaio rivestito con carta di giornale. Nella consuetudine carnevalesca questa è denominata “tecnica in diretta”.

 

 

Fase di progettazione

 

 

Fase di lavorazione

 

 

Costruzione ultimata