Carnevale di Viareggio Carri Allegorici

 

 

Prima descrizione
Intorno al 1970 nell’area adiacente alle fabbriche di via Marco Polo il regista Luca Ronconi allestì l’Orlando Furioso nell’adattamento di Edoardo Sanguineti. Lo spettacolo fu l’occasione per riunire in uno stesso spazio fisico il lavoro di un poeta e di un uomo di teatro: lo sfondo, attivo sebbene celato, furono i luoghi di produzione del Carnevale. Stretto tra le due quinte la scena descriveva una piazza comune dove versare l’azione dei teatranti: fu la prima, involontaria prefigurazione di una città per/del Carnevale, il primo fantasma di una Cittadella.

Seconda descrizione
Nonostante il consumo contemporaneo la poesia nasce come espressione pubblica, collettiva. Rammentata e trasmessa di voce in voce racconta l’espressione l’esperienza singolare e plurale di uno e di tutti. Liberata dai fogli e dagli inchiostri che ne trattengono il suono e l’energia può tornare a quella circolazione virale fatta di accenti, musiche, corpi che ne segnarono la sua grande infanzia (l’arte come è stato più volte notato, non ha mai a che fare con l’originale ma con l’originario).

Terza descrizione
Apokálypsis, ovvero della rivelazione. Che si tratti della dissoluzione di un antico equilibrio naturale (Baj da Lorenz) o di un destino condiviso, sembra lecito usare il vocabolo per narrare alcuni episodi del nostro tempo, della condizione in cui siamo gettati. Apocalisse non è solo l’avveniente, il futuro stabilito, ma anche la matrice talvolta dissimulata che ci governa, che ci disciplina.

Quarta descrizione
Metamorfosi delle figure: Coppo di Marcovaldo, Giudizio Universale nel Battistero di Firenze, Maestro di Torcello, Giudizio Universale, nella cattedrale di Santa Maria Assunta, Hieronymus Bosch, Trittico delle Delizie e Trittico del Giudizio, Luca Signorelli, Cappella di san Brizio nel Duomo di Orvieto, Enrico Baj, Dame e Cavalieri, Apocalisse.

Quinta descrizione
Alfabeto apocalittico: scritto nel 1982 da Edoardo Sanguineti consiste in una serie di 21 ottave, una per ogni lettera dell’alfabeto italiano. L’editore Rizzardi ne pubblica una versione con immagini di Enrico Baj.

Materiali
I materiali sono:
Bassorilievi “copertura” cartapesta.
Macchina volante; la struttura delle ali è costituita da nervature di acciaio, rivestite di tela, il doppio pendolo di travi in acciao.
I monoliti realizzati in acciaio, rete elettrosaldata, cartone e cartapesta, sono rivestiti di intonaci caricati con pomice e/o leca per i giusti effetti materici (lava solidificata)
L’Italia di acciaio legno e cartapesta è rivestita di rifiuti plastici bruciati.
Le figure sono telai in acciaio rivestiti di polistirolo, cartapesta, ed intonaci rasanti per creare la giusta superficie per la colorazione con la tecnica del dripping

 

 

Fase di progettazione

 

 

Fase di lavorazione

 

 

Costruzione ultimata