Carnevale di Viareggio Carri Allegorici

 

 

Da “La porta del migrante” di M. Cacciari.

“….nelle acque del Mediterraneo si continua a morire, con perdite spaventose di vite umane, calcolate sommariamente a centinaia all’anno, e spesso neppure conosciute.
Una strage senza testimoni e senza denunce, che falcidia uomini donne e bambini in fuga dalla fame e dalla violenza, sulla strada della speranza di una vita migliore, per la quale sono disposti ad ogni sorta di sacrifici.Una strage senza sepolture….”
(commento di M.Cacciari alla “porta del migrante” scultura di M. Paladino)

Un naufragio di persone sepolte nella moderna fossa comune chiamata Mediterraneo.

La costruzione si presenta come un relitto di nave grande quanto lo chassis del carro, 8×12 per 13 metri d’altezza.
Sulla parte anteriore, disposta su ralla, insiste una figura longilinea, 12mt. da terra, che si richiama vagamente alle figure nere di L. Viani, alla scultura di Modigliani (viso), e più in generale ad una libera interpretazione della scultura africana.
Nell’atto di remare (pertica) la figura evoca Caronte; riferimento alle incisioni di G. Dorè, oppure al bronzo policromo, opera dello scultore M. Paladino, situato nell’ hortos conclusus di Benevento.
Dello stesso scultore vengono citate due delle quattro maschere disposte in secondo piano rispetto alla figura sopra citata.
Le altre due maschere sono libere interpretazioni, una delle quali tratta da africaarte.it, maschera kplè kplè.

Nella “stiva” del relitto disposti su scalinata, stanno i figuranti del carro.
Vestiti con stoffe tipiche Batik e Wax–Print animeranno, con coreografie e musiche scelte, la costruzione durante la sfilata.

Materiali
I materiali diversi dalla cartapesta sono:
La struttura del relitto (barca) è realizzata con telai di acciaio, rivestiti di polistirolo scolpito, rivestito di cartapesta.
Fibre vegetali per l’arricchimento e la decorazione delle maschere.
Stoffa decorata per il mantello della figura centrale.

 

 

Fase di progettazione

 

 

Fase di lavorazione

 

 

Costruzione ultimata