Carnevale di Viareggio – 2021

“Amazzonia” 5° classificato

di Alessandro Avanzini

I popoli indigeni della Foresta Amazzonica, depositari della conoscenza della Terra, minacciati fin dai tempi della Conquista dagli interessi finanziari, continuano a resistere. Nel mese di luglio 2020 si sono verificati 6.803 roghi nell’Amazzonia brasiliana (Fonte: IlSole24ore), nel luogo più ricco di biodiversità, incessantemente attaccato in nome dello “sviluppo economico”.

Le parole di Chico Mendes erano profetiche:

“all’inizio pensai che stavo combattendo per salvare gli alberi della gomma, poi ho pensato che stavo combattendo per salvare la foresta pluviale dell’Amazzonia. Ora capisco che sto lottando per l’umanità.”

Ascoltiamo i popoli della foresta che ci stanno dicendo: “ixé aiku iké”, io sono qui!

Video di presentazione

FASI DI REALIZZAZIONE DELLA TESTA DELLA FIGURA PRINCIPALE

Coreografia a cura di Chiara Cinquini

Chiara, potresti spiegarci la coreografia del carro Amazonas?

“Il primo momento è un omaggio alla natura della foresta Amazzonica, accompagnato dalla musica di Marlui Miranda, con sonorità appartenenti alle civiltà indigene, una musica ancestrale del popolo Djereomitxi (Jabuti) per il biguá, un cormorano. Qui la foresta si “presenta” al pubblico nella sua armonia e nel suo respiro globale.

Il secondo momento è più drammatico e di sostegno alla narrazione che si compie nella parte posteriore del carro allegorico, ovvero lo sfondo degli alberi bruciati. Grazie anche ai costumi dei figuranti e dei performers, che rappresentano creature a metà tra un albero della foresta e l’abitante indigeno e creature alate come uccelli e farfalle, le azioni evocano la gravità della situazione in cui vivono attualmente i popoli della foresta, ossia gli incendi dolosi sempre più frequenti innescati per interessi economici che intrappolano uomini, alberi ed animali. Per raggiungere il pathos abbiamo scelto un brano del compositore Ezio Bosso, recentemente scomparso, che in questo caso sembra letteralmente aggredire e invadere la foresta con le note musicali che avanzano e si alzano sembrano irrompere nella foresta. Questo è anche un nostro omaggio alla sua grande sensibilità artistica.

Il terzo ed ultimo momento è quello della speranza di una rinascita, in cui la natura si riprende i suoi spazi, e ricomincia a danzare, cantare e a respirare di nuovo. Il brano scelto si chiama, non a caso, “Respira”, ed è della giovane cantautrice argentina Natalia Doco che afferma di riportare nel suo lavoro l’ascolto delle sonorità indigene andine e messicane. Qui uomini, alberi ed animali tornano a respirare insieme, come ci auguriamo che accada in un futuro non troppo lontano!”

Costume “Spiriti della foresta” (sartoria Melania Lopes)

Copywriter Loredana Nelli Dias